La Vita Non Basta
"sapesse le cose che ho visto con gli occhiali dell'anima"

Estraneo alla Bellezza - nessuno può essere
Perché la Bellezza è Infinità
E il potere di essere finiti cessò
Prima che l'Identità fosse marcata

(Emily Dickinson)


Commenti

Archivio



Pessoa appoggiò una guancia sul cuscino e fece un sorriso stanco. Caro António Mora, disse, Proserpina mi vuole nel suo regno, è ora di partire, è ora di lasciare questo teatro d'immagini che chiamiamo la nostra vita, sapesse le cose che ho visto con gli occhiali dell'anima, ho visto i contrafforti di Orione, lassù nello spazio infinito, ho camminato con questi piedi terrestri sulla Croce del Sud, ho attraversato notti infinite come una cometa lucente, gli spazi interstellari dell'immaginazione, la voluttà e la paura, e sono stato uomo, donna, vecchio, bambina, sono stato la folla dei grandi boulevards delle capitali dell'Occidente, sono stato il placido Buddha dell'Oriente del quale invidiamo la calma e la saggezza, sono stato me stesso e gli altri, tutti gli altri che potevo essere, ho conosciuto onori e disonori, entusiasmi e sfinimenti, ho attraversato fiumi e impervie montagne, ho guardato placide greggi e ho ricevuto sul capo il sole e la pioggia, sono stato femmina in calore, sono stato il gatto che gioca per strada, sono stato sole e luna, e tutto perché la vita non basta. Ma ora basta, mio caro António Mora, vivere la mia vita è stato vivere mille vite, sono stanco, la mia candela si è consumata, la prego, mi dia i miei occhiali.

(Antonio Tabucchi- Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa)


Credits

Chi sono


Il mio tempo

Io ascolto

Vedi altri media

Io leggo

Linkami

*
Pausa
Postato alle 09:49 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [ceneredirose]

Sarò assente per un breve periodo, mi concedo una piccola vacanza tra mare e storia.

Vi lascio un pezzo che amo moltissimo.  Abbiatene cura....
A presto,
Cenere



Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (9)
Grazie per i vostri: commenti (9)

Segnala il post su:

Munch, Pessoa e altri
Postato alle 15:52 di mercoledì, 01 luglio 2009
da: [ceneredirose]


Irrorami di baci come la rugiada,
    e per il mio spirito risvegliato
sarà mattino.
    Il mio grigio capo chino adorna
d'alloro, sicché io possa vedere
    la mia ombra incoronata e sorridere anche se sono addolorato.

Benché il mio capo sia piegato,
    i tuoi piedi, calzati di speranza,
passano e sono eloquenti
    nella maniera in cui non si fermano.
Sono piegati in qualche luogo sull'erba
    con quella parte di me che scruta i significati.

Siamo per sempre amanti,
    al di là della complicità della carne,
amanti in un modo nuovo
    che non abbia bisogno di parole né di sguardi.
Così astratto, il nostro amore possa essere
    non nostro, ma un vago sospiro dell'Essere Puro.

(Fernando Pessoa)


 

variazioni sul tema : il bacio 



Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (12)
Grazie per i vostri: commenti (12)

Segnala il post su:

Klimt
Postato alle 22:33 di domenica, 28 giugno 2009
da: [ceneredirose]


E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

(Gioconda Belli)

Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (12)
Grazie per i vostri: commenti (12)

Segnala il post su:

La storia dell'amore
Postato alle 09:18 di giovedì, 25 giugno 2009
da: [ceneredirose]


"Il suo bacio era una domanda a cui lui avrebbe voluto rispondere per il resto della sua vita"


Si può incontrare l'amore della vita e poi trascorrere l'esistenza lontano da esso, condannati ad una nostalgia infinita.
Leopold Gursky incontrò la sua anima gemella quando aveva 10 anni.
Alma amava le ciliegie sciroppate e suonava il violino.
"Voglio sapere se mi sposerai" le disse dopo averla pedinata per settimane.
"Ci penserò" rispose. Leopold sapeva di avere una possibilità.
Le disse addio alla vigilia della guerra, prima che i nazisti invadessero il loro piccolo villaggio, seminando morte e terrore.
Alma partì per l'America, Leopold avrebbe continuato ad amarla, per tutta la sua vita.
Per lei scrisse un libro che raccontava la storia dell'amore, per lei faceva mille progetti su come attraversare montagne ed oceani per raggiungerla.
Un giorno sua madre gli ordinò di nascondersi nei boschi perché loro stavano arrivando.
Lo avrebbero raggiunto, lei e suo fratello minore, il giorno dopo.
Leo si lasciò convincere, ma in cuor suo sapeva che quella sarebbe stata l'ultima volta che l'avrebbe vista.
Imparò a rendersi invisibile per sfuggire ai nazisti, per continuare a vivere e ricongiungersi alla sua amata.
Sapeva che un giorno l'avrebbe rivista, doveva soltanto aspettare e nascondersi.
Finito il terribile incubo, riuscì ad ottenere il visto per andare in America dove un suo lontano cugino lo aspettava.
Alma era lì ma quando si rincontrarono, la realtà fu ben diversa da come l'aveva sognata.
La sua vita non sarebbe continuata come aveva immaginato, ma all'uomo che si era reso invisibile non importava, nulla ormai aveva più senso.
Imparò a fare il fabbro, ad entrare e ad uscire dalle case delle persone ma nessuno si accorgeva mai della sua presenza.
Ormai anziano, Leopold si rende conto che non vuole morire senza che nessuno si sia accorto della sua vita.
Vuole disperatamente essere notato, vuole che la gente lo guardi, vuole avere un testimone della sua esistenza.
Non sa, però, che il libro della sua gioventù, che raccontava di ragazze di nome Alma che rendevano migliore la vita di chi aveva la fortuna di incontrarle, era stato pubblicato non nella sua lingua ormai perduta, l'yiddish, ma nello spagnolo del Cile e chi lo aveva letto non era stato più lo stesso.
Come David Singer, giovane israeliano che notò il libro in una piccola libreria di Buenos Aires, su uno scaffale impolverato.
Quando tornò nel suo paese, incontrò la donna che sarebbe diventata sua moglie e volle donarle La storia dell'amore.
Lei imparò lo spagnolo per poterlo leggere. Quando nacque la loro prima figlia, vollero chiamarla Alma, che diventata ormai adolescente, cominciò a interrogarsi su chi fosse la donna a cui doveva il suo nome..
Mai avrebbe immaginato le sorprese che quella ricerca le avrebbe riservato!
Esistono libri che colpiscono fin dalle prime parole, che celano tra le righe un amore immenso che si accompagna quasi sempre a una solitudine sconfinata, libri che hanno il potere di cambiarti.
La Storia dell'amore di Nicole Krauss è uno di questi libri.
L'ho visto su un piccolo scaffale, in fondo alla libreria dove di solito mi immergo appena posso.
Sapevo, già prima di averlo letto, che avrei amato i personaggi, che avrei sorriso, pianto assieme a loro.
Così è stato.
Il libro si divide in due storie che soltanto nell'ultima, emozionante scena finale si incontrano dando vita ad un epilogo toccante.
Non si può non amare Leopold e il suo amore ostinato per Alma.
Se da ragazzo usava la fantasia per creare mondi, gioielli da darle in dono, da anziano il sarcasmo, a tratti cinismo, prende il sopravvento assieme all'amarezza per una vita vissuta a metà, volutamente.
Ha perso tutti i suoi cari, la guerra ha spazzato via il suo piccolo mondo catapultandolo nella grande, solitaria America.
Si ha quasi il desiderio di stringergli le mani, di confortarlo, di dirgli che andrà meglio.
Alma Singer, invece, è una ragazzina sveglia, tenace.
A sette anni ha perso suo padre, un uomo forte, avventuroso.
Suo fratello minore Emanuel, da tutti chiamato Bird perché tentò di volare lanciandosi dal tetto di casa sua rompendosi per questo un braccio, avrà un ruolo importante nell'epilogo della storia.
Bird affronta il dolore della perdita del padre rifugiandosi nella religione.
Si convince di essere un lambed-waw, ovvero uno dei 36 Giusti.
Secondo la religione ebraica, il modo poggerebbe su 36 Giusti " che assumono su di sé la sofferenza degli altri, rendendone possibile la sopravvivenza in un mondo carico di dolore" (da "L'Ultimo dei Giusti di Andrè Schwarz-Bart).
Bird è piccolo eppure infelice ma non dovrebbe essere così.
Il fulcro dell'intera vicenda è, quindi, l'amore che toglie il respiro, l'amore sognato, cercato, perso.
Quando si parla di grandi storie d'amore, il pensiero subito corre ad un amore sì tormentato ma, poi, vissuto insieme.
Invece, a volte, questo non accade.
Si può amare all'inverosimile e rimanere soli o per scelta del destino o per scelta propria e questo fa male.
Eppure quei pochi attimi, a volte, valgono una vita intera.
Leopold, in fondo, lo sapeva.
Le immense tragedie vissute, i dolori affrontati hanno avuto comunque un senso perché c'era l'amore per Alma che dava forza, coraggio e valore anche alla solitudine.
Man mano che la lettura prosegue e la matassa comincia a sbrogliarsi, tristezza e allegria fanno la loro comparizione.
Non sono in contrasto, anzi sono la naturale conseguenza di una trama ben definita fin nel più piccolo tassello.
Tutto ha un significato, ogni personaggio è legato all'altro, anche se appartenente ad epoche diverse.
Non vorrei raccontare troppo particolari, perché questo libro merita di essere scoperto lentamente, di assaporare i piccoli colpi di scena.
Io l'ho amato tanto e non mi capitava da tempo.
Nicole Krauss è stata una rivelazione.
Eppure dovevo aspettarmelo. Jonathan Safran Foer è suo marito, straordinario connubio letterario!
Nicole ha mostrato una grande sensibilità e delicatezza e La storia dell'amore è un'avventura emozionante che vale la pena affrontare perché l'amore è ogni cosa e condividere anche solo un istante con la persona giusta è la ricchezza più grande.



(dal sito www.ciao.it)
Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (10)
Grazie per i vostri: commenti (10)

Segnala il post su:

Asger Jorn
Postato alle 17:06 di lunedì, 22 giugno 2009
da: [ceneredirose]



(notizie sull'artista)








Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (5)
Grazie per i vostri: commenti (5)

Segnala il post su:

Postato alle 15:15 di mercoledì, 17 giugno 2009
da: [ceneredirose]


Dietro il tendone del grande circo

nella pancia della notte
si nasconde il fuoco degli uomini
che si mangia ballando per fare la vita

Prima di tutto, incerta e benedetta,
mangiai un fuoco gentile, un raggio di primavera
che svanì nelle prime nubi della sua leggera stagione.
Poi assaggiato il coraggio e tutto troppo d'un fiato,
il pieno calore del mezzogiorno nel deserto:
la gola si arse e non c'è medicina
contro il fuoco
che si mangia ballando per fare la vita.
La ferita marcì e fu aspro il ritorno, impregnato nel sangue.
Per guarire, mi sono rifugiata in una povera oasi
dove ho trovato il fuoco del camino, il riposo delle arterie, il sonno.

Al risveglio, con occhi aperti ho indagato i fuochi
per trovare dove fosse il mio:
la combustione dell'olio di pietra che muove le grandi macchine
e i fuochi d'artificio delle grandi celebrazioni
che lasciano dietro di sé il vuoto del giorno dopo,
il discreto calore della lampada di Aladino,
lo scoppiettìo del falò sulla spiaggia.
Ho preso infine il fuoco dei sentieri di montagna
che accende le storie di draghi e di fate,
per forgiare il mio gioiello di oro vivo,
il piccolo talismano di luce che guida l'anima.

Ora sono pronta
per la mia ora più forte
la brace rossoviva che assorbe lo sguardo
liberando la mente in meditazione
mentre arroventa la carne concentra i sapori e gli odori
nell'istante infinito
le distanze si risucchiano in sé
e i confini non ci sono mai stati

trascorre l'oceano caldo

nella pancia della notte
dove nasce il fuoco.

(Livia Bazu)




(pitture di fuoco - yves klein)

Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (14)
Grazie per i vostri: commenti (14)

Segnala il post su:

Intermezzo
Postato alle 21:06 di mercoledì, 10 giugno 2009
da: [ceneredirose]


questo brano  lo adoro.  da cosa lo si deduce?

Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (16)
Grazie per i vostri: commenti (16)

Segnala il post su:

Postato alle 14:56 di giovedì, 04 giugno 2009
da: [ceneredirose]




Vi saluto da qui, dove sono appesa.
forse non mi vedete
ma giro intorno alle vostre teste
e da qui posso leggere i vostri pensieri
guardare i vostri seni
vedere il colore del latte che portate dentro
non ancora maturo
non ancora baciato , non ancora amato.
Se scendessi sarebbe una strage.
Finirei per uccidervi
(Non potreste mai reggere alle vostre passioni.)
Quindi rimango qui.

La contemplazione è compito di poeti.


(Calendaria Romero - L' Appesa)

 


 

(fotografie di ira bordo)


Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (19)
Grazie per i vostri: commenti (19)

Segnala il post su:

Postato alle 15:17 di venerdì, 22 maggio 2009
da: [ceneredirose]



Henry Matisse - Viso


Ogni giorno cerco di ridisegnarmi il volto.
Prendo pennello e pastelli,
penne e matite, tempere e colori
in polvere, e dipingo un volto.

Lo dipingo sopra il volto che ho di già,
come una tela che volessi cancellare.

Non che non mi piaccia il volto
donatomi da dio,
ma a vederlo sembra triste,
la bocca all’ingiù.

Sopra questo, dipingo un altro volto
che sorride.
Poi lo strofino via. Non lo voglio
quel sorriso mite e sciocco sul
mio volto.

Un giorno me lo disegnerò interessante, pericoloso,

crudele.

(Imtiaz Dharker - Tela)


Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (24)
Grazie per i vostri: commenti (24)

Segnala il post su:

Intermezzo musicale
Postato alle 10:49 di domenica, 17 maggio 2009
da: [ceneredirose]


chiedo perdono per la poca presenza sul blog,  ultimamente ho tanta vita attorno che mi tiene lontana.
però ci sono, sempre, e troverò il tempo per ognuno di voi, come meritate.
buona domenica, 
cenere

Categorie del post: | Link | Leggi i commenti (18)
Grazie per i vostri: commenti (18)

Segnala il post su: